I
ROTS (Reactive Oxygen Toxic Species) o, come sono comunemente
conosciuti, "radicali liberi", rappresentano uno dei principali nemici
contro cui l'uomo moderno, teso nello sforzo di migliorare la lunghezza e la
qualità della propria vita, dovrà affinare le sue armi per vincerne i
subdoli attacchi.
"I radicali liberi sono i subdoli partecipi
di malanni vari, dall'arteriosclerosi all'infarto, dalle trombosi celebrali
alle artriti, e sono anche responsabili dell'nvecchiamento".
Anche se
molto si dovrà ancora indagare sulla loro eziologia e sui meccanismi con cui
agiscono,sotto certi punti di vista, questi pericolosi killers sono già
piuttosto conosciuti. Sono atomi, molecole o frammenti di molecole dotati di
grande reattività chimica a causa della presenza di almeno un elettrone
libero (cioè non impegnato da legami).
I radicali liberi sono presenti in natura e si possono formare anche per
perossidazione di quei lipidi fisiologici presenti nel rivestimento
cellulare (lipoperossidi).
Per contrastare gli effetti negativi delle
specie reattive dell’ossigeno l’organismo cerca di mettere in campo i
sistemi enzimatici antiossidanti (come superossido-dismutasi, catalasi e
glutatione-perossidasi). ma se lo stress ossidativo è continuo ed eccessivo
le cellule non riescono a trovare le risorse per reagire e può innescarsi un
meccanismo che ha come sbocco terminale la morte cellulare programmata (Jacobson
1996).
Se invece lo stress è transitorio e non
soverchiante (STRESS CONTROLLATO), come si verifica attraverso
l'esposizione dell'organismo a dosi controllate di ossigeno-ozono, la
cellula ha il tempo di reagire: ciò avviene perchè la recezione dello
stimolo ambientale viene trasmessa al nucleo al fine di attivare
l'espressione di geni silenti o poco espressi che promuovono la sintesi di
nuove particolari proteine, tra le quali le OSP (oxidative shock proteins)
che permettono una maggiore resistenza a successivi, anche più intensi,
stress ossidativi (V. Bocci, Ossigeno-ozonoterapia 2000).
L'ozono, pur essendo una tra le molecole più
ossidanti presenti in natura e quindi intrinsecamente "tossico",
paradossalmente è l'unico farmaco in grado di invertire una situazione
cronica di stress ossidativo al quale, per varie motivazioni, l'organismo
non è più in grado di reagire .
Così si spiegano le azioni rivitalizzanti e
rigeneranti dell’ozono.
Non a caso la
regina madre d'Inghilterra
fino alla sua morte avvenuta in età
ultracentenaria si sottoponeva regolarmente ad autoemotrasfusione con
miscela ossigeno-ozono.