...attraverso un cambiamento
delle proprietà reologiche del sangue.
In tutte le malattie che,
con diversa eziologia, presentano problemi correlati ad un insufficiente
apporto di ossigeno, con conseguenze sulla funzionalità motoria, sensoriale
e trofica, è utilissima l'attività che la miscela O2-O3 ha sul trasporto dell'ossigeno.
Infatti
l'ozono induce aumento della deformabilità eritrocitaria ed aumento della
produzione di 2,3difosfoglicerato che modula la cessione dell'ossigeno ai
tessuti con conseguente riattivazione del circolo.
L'ozono
viene somministrato, sotto forma di miscela ossigeno-ozono, in quantità e
percentuali ben definite attraverso la cosiddetta GRANDE
AUTOEMOTRASFUSIONE (GAET), che al di là del nome altisonante non è altro
che la reinfusione di una quantità (dai 100 ai 200 cc) di sangue del
paziente, prelevato subito prima e opportunamente miscelato con O2-O3.
Il tutto avviene attraverso dei sistemi di prelievo e infusione preposti,
nella massima sterilità e sicurezza per il paziente.
Con la
suddetta tecnica non si sono mai verificati eventi dannosi (sono ormai
milioni nel mondo le GAET effettuate).
Questa
terapia è indicata sia nei problemi di circolazione arteriosa (arteriopatie
obliteranti) e venosa (insufficienza venosa, varici, capillari) che nelle ulcere da decubito e croniche dove al precedente si associa
l'effetto disinfettante, ottenuto con trattamento locale
attraverso insufflazione di O2O3 all'interno di appositi sacchetti
che a mo' di calzari circondano l'arto interessato. In tal modo viene
favorita una spiccata azione trofica e la precoce riepitelizzazione.
Inoltre la miscela ossigeno-ozono può essere iniettata con sottilissimi aghi intorno e
all'interno delle teleangectasie (capillari) correlate alla malattia da
insufficienza venosa degli arti inferiori. In molti casi tale tecnica
migliora o elimina
l'inestetismo in modo del tutto
atossico e senza i problemi delle scleroterapie tradizionali con sostanze
chimiche irritanti (necrosi della cute da stravaso, pigmentazioni).
L'ozono trova pure applicazione nei processi di aterosclerosi
sistemica (ictus cerebrale e
suoi esiti, miocardiosclerosi su base ischemica, disturbi della
vista di origine ischemica).