L’azione immunologica dell’ozono
nel sangue (Grande autoemotrasfusione) è diretta fondamentalmente verso i
monociti e sui linfociti T, i quali, a causa delle modificazioni indotte sulla
loro membrana dall’ozono, liberano cospicue quantità di citokine come
interferone, Tumor necrosys factor, interleuchina (IL)1,2,4,6,8 e
10, GM-CSF. Queste, captate
dal tessuto linfoide inducono un potenziamento immunitario naturale, senza i
nefasti effetti collaterali delle terapie con interferoni.
Gli effetti immunitari dell'ozono sono stati inoltre valutati in
patologie autoimmunitarie, sia somministrandolo da solo sia in associazione a
terapia immunosoppressiva. Si è giunti alla conclusione che tale gas riesce sia
in vitro che in vivo, a determinare un effetto immunomodulante verificabile a
livello ematico con la graduale riduzione delle immunoglobuline sieriche e la
rapida caduta della clearance degli immunocomplessi circolanti
Recentissimi studi pubblicati su Science
(novembre 2002) di un
gruppo di ricercatori americani hanno dimostrato che la molecola dell'ozono
gioca un ruolo chiave nel governare le complesse concatenazioni tra
infiammazione , immunità e killing dei batteri.
Sono in corso studi (gruppo di Luongo, Sammartino
della II Università di Napoli) che si propongono di verificare l'attività
dell'ozono somministrato attraverso autoemotrasfusione in pazienti con epatite
cronica HCV correlata. Alcune osservazioni fanno ritenere che l'attivazione del
sistema immunitario sostenuta dall'ozonoterapia possa avere un ruolo importante
nel combattere la persistenza dei virus dell'epatite.